Parliamo come Fonzie (e non ci siamo accorti del salto dello squalo)

Questo articolo contiene il solito spiegone sulle abitudini dei Millennials, però devo fare una premessa: quanto sto per dire parte dalla generazione Y ma si applica perfettamente a tutte le altre generazioni, oggi, e tra qualche anno sarà ancora più vero.

Ve lo ricordate Fonzie, vero?

Bonaccione, figo senza eguali (e senza motivo), sorrisone, no grande istruzione, sì latin lover. Praticamente un simbolo della TV, il protagonista di Happy days e compagno di pomeriggi per tutti quelli ch’erano ragazzini nei gloriosi anni 70-80 (guarda un po’, è sempre colpa loro oh, poi dite che sono io…).

Forse è merito di Fonzie se per anni abbiamo avuto modo di prendere in giro il classico tardone 40-45enne che, incollato al chiodo, amante delle due ruote e della Tennent’s, ci provava spudoratamente (se andava bene) e subdolamente con le ragazzine.
Lungi da me esaminare il fenomeno 40enni+20enni, ma è indubbio che il provolone stagionato che dopo tanti anni non ha imparato alcuna tattica di rimorchio dopo i 25 anni è una macchietta, la figura retorica di sé stesso, che tutti accettiamo bonariamente deridendone le mosse, abituati al modello Fonzie scaduto.

Fonzie è scaduto

il celebre salto dello squalo, ovvero come dare il colpo di grazia a una serie tv

Purtroppo è così:  ma il salto dello squalo non è avvenuto oggi, ma tanti tanti anni fa.

<SPIEGONE+FUN FACT>
Per chi non lo sapesse sono accanito recensore (recensitrice???) di serie tv, mi documento molto in merito per non dire cazzate, poi però le dico lo stesso ma quantomeno con cognizione di causa.
Una lettura che consiglio spesso è questa (consiglio anche il numero 2 che mi ha regalato la mia amica Anna Mariaperché descrive uno show dopo l’altro e individua anche il punto in cui la serie comincia il proprio inesorabile declino, chiamando questo punto “il salto dello squalo”: il riferimento è alla puntata di Happy Days in cui Fonzie salta una pedana acquatica e supera uno squalo, e secondo la critica quello sarebbe il punto che ha decretato il declino della serie.
</SPIEGONE+FUNFACT>

Molti non se ne sono accorti però: sapete chi, ad esempio?
I social media manager.
O, meglio, i direttori della strategia sui social, e quelle decine e centinaia di esperti di comunicazione digitale che non fanno altro che produrre contenuti che sembrano decisi da Fonzie in persona.

Smettetela di darci del “tu”

La comunicazione sui social, la faccio breve, non è nè semplice nè difficile: dovrebbe riflettere lo spirito dell’azienda che parla con pubblico acquisito o potenziale, e bla bla (su google si trovano istruzioni molto più complete e autorevoli della mia).
Le aziende non sono mia madre, il mio migliore amico e neanche una persona fisica. Non parlano solo con me, ma con tante persone che come me le seguono. Perché diavolo dovete darmi del tu? Perché dovete fingere?
Non siete aziende giovani e, affrontiamo la realtà: al netto di pochissime realtà aziendali, se entro in un negozio nessun commesso mi darà del tu.
eh ma sui social si dà del tu—ma chi lo ha deciso?
Perché in inglese il generico “you” si può tradurre con voi e tu, allora si è deciso di dare sempre del tu?
Sta’ al tuo posto cara azienda: smettila di fingerti il compagno di banco super simbatigo e dacci del voi, perché si suppone che siamo tanti, e non vogliamo esser presi per i fondelli.

I vostri obiettivi aziendali sono irrealistici

Questo punto mi sta molto a cuore ma praticamente non importa quasi a nessuno, perché il marketing vecchio ha deciso che un’azienda deve seguire i propri obiettivi senza rendersi prima conto di quali limiti possono condizionare i propri obiettivi. L’analisi viene sempre prima di tutto, ma ci vuole coraggio, pazienza e perseveranza per metterlo in pratica. E voi non lo fate.
Nessuno di noi è un eroe, non possiamo dare per scontato che tutto funzioni sempre, è semplicemente stupido. Dare un pugno al juke-box riesce solo a Fonzie, e solo Fonzie riesce in tutto quello che fa.
Noi non ci crediamo più che volere è potere perché i nostri genitori ci hanno detto che possiamo ottenere tutto e questo si è rivelato praticamente la causa di tutti i nostri fallimenti, stando a tutti i baby boomers che ci giudicano dall’alto: se voi vi comporterete sui social fingendo di essere l’azienda che rivoluzionerà il mercato soltanto volendolo, non farete che sembrarci un’azienda di sfigati. Sorry.

State rovinando i social

No, non voglio cominciare con la storia che i giovani fuggono da Facebook e vanno su Instagram e Snapchat: è una cazzata, e lo dimostra il fatto che i gruppi privati, quelli in cui si può discutere di topic specifici, sono pieni di ragazzi che vanno tra i 18 e i 30. Lo so, ci sono dentro, li leggo tutti i giorni e so cosa pensano delle campagne di social marketing:
Vi ignorano completamente.
Ebbene sì, certi ragazzi (molti, moltissimi) hanno imparato a diffidare dei toni da Fonzie scaduto, non leggono i vostri post, ridono per il black humor ma appena un’azienda basa la propria strategia sui meme (sono tantissime), smettono di comunicare con quei meme e vanno alla ricerca di altri meme, magari su altri social: Reddit, ad esempio, che è molto più ricco e variegato di Facebook e Instagram.

Spiegone de-fi-ni-ti-vo

Insomma: Il salto dello squalo della comunicazione sui social è già arrivato, vi siamo immersi: non dura pochi secondi come la scena da cui prende il nome, durerà forse anni. Ma forse cominciare a capirlo adesso e muoversi con un certo anticipo non farebbe male:
Smettiamola di fingere di essere chi non siamo,
smettiamola di cercare obiettivi irrealizzabili,
smettiamola di rendere i social un luogo per cerebrolesi.

 

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